Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con una sentenza molto ben motivata ha accolto la richiesta di risarcimento danni da infortunio sul lavoro di un nostro assistito che, in seguito ad un incidente sul posto di lavoro, aveva subito una menomazione permanente (accertata) dell’80%. La società convenuta ed i soci illimitatamente responsabili sono stati quindi condannati, in solido, al risarcimento della somma di € 749.792,62, a titolo di danno biologico differenziale (ulteriore rispetto all’indennizzo percepito dall’INAIL), danno morale e danno alla vita di relazione.

La dinamica dell’incidente e le responsabilità aziendali
L’incidente si verificava nel mentre il dipendente, insieme ad altri colleghi, svolgeva lavori di carpenteria metallica su un trabattello privo di parapetti e dispositivi di protezione, il cui piano di calpestio si trovava ad un’altezza di 1,54 metri. Il trabattello era collocato sotto una scala, nel mentre si eseguivano operazioni di assemblaggio di una lamiera da parte degli altri operai. Grazie agli accertamenti ed alle testimonianze rese, è stata ricostruita la dinamica dell’incidente che ha comportato per il lavoratore una grave menomazione fisica, rendendolo non solo inabile al lavoro ma incapace di svolgere tutte le normali attività quotidiane e bisognoso di costante supporto.
La gravità della lesione fisica è stata riconosciuta dall’INAIL, che ha attribuito un’invalidità permanente pari all’80%, mentre il lavoratore ha visto compromessa non solo la sua capacità lavorativa, ma anche la qualità della vita in modo irreversibile.
La condanna in sede penale e civile
Nel procedimento penale (anch’esso seguito dal nostro studio), i titolari della società sono stati ritenuti responsabili di lesioni colpose gravi, con violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, ex articoli 113 e 590 del codice penale. La sentenza penale di condanna (irrevocabile) ha accertato la responsabilità degli imputati, riscontrando gravi carenze nella sicurezza sul luogo di lavoro. I titolari sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali.
Nel giudizio civile, il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, ha fatto proprie le risultanze probatorie del processo penale, come la non conformità del trabattello utilizzato, che era stato adattato impropriamente alle esigenze contingenti del cantiere e la mancanza di dispositivi di protezione adeguati; è stato accertato il nesso di causalità tra la condotta negligente dei datori di lavoro e l’incidente, e l’assenza di qualsiasi comportamento imprudente del lavoratore che avrebbe potuto interrompere il nesso causale tra l’evento dannoso e la condotta dei datori di lavoro.

La violazione delle normative sulla sicurezza
L’infortunio è stato determinato dalla violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, in particolare per l’assenza di parapetti e dispositivi di protezione adeguati sul trabattello e per essere il lavoro eseguito ad una altezza superiore a due metri (considerando l’altezza del trabattello e del lavoratore che vi stazionava). Il Tribunale ha rilevato che i datori di lavoro non avevano rispettato i doveri di diligenza, prudenza e perizia richiesti dalla legge per garantire la sicurezza dei propri dipendenti, lasciando il lavoratore esposto a rischi gravi e prevedibili.
Il risarcimento di oltre € 749.000,00 non solo rappresenta una compensazione per il danno biologico e morale subito dal lavoratore, ma costituisce anche un segnale forte per tutte le aziende del settore. Il Tribunale di Salerno ha ribadito l’importanza della vigilanza sulle condizioni di sicurezza sul lavoro e il rispetto delle normative che tutelano la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il risarcimento ottenuto dal dipendente, che si aggiunge all’indennizzo corrisposto dall’INAIL, gratifica l’impegno profuso dal nostro studio legale nella difesa del diritto del lavoratore e mette in risalto l’importanza del rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro.




