Investimenti e tutela del risparmiatore: importante sentenza del Tribunale di Avellino nei confronti della ex Banca Popolare di Bari s.p.a.

Condanna alla restituzione agli investitori (da noi assistiti) del capitale investito, degli interessi e dei danni per complessivi € 104.000,00

Con la sentenza del 30.6.2025, il Tribunale di Avellino ha accolto integralmente le tesi da noi sostenute dichiarando la risoluzione di un contratto quadro di intermediazione finanziaria e dei successivi ordini di acquisto, per grave inadempimento dell’intermediario B.d.M. Banca s.p.a. (ex Banca Popolare di Bari s.p.a.).

Il caso riguardava investimenti in titoli ad alto rischio, non adeguatamente illustrati ai clienti, che erano stati privati delle necessarie informazioni sui rischi e sugli scenari di perdita patrimoniale. La consulenza tecnica d’ufficio ha confermato l’inadeguatezza dell’operazione rispetto al profilo dei risparmiatori, caratterizzato da una non adeguata educazione finanziaria e dalla totale assenza di diversificazione del portafoglio.

Il Tribunale di Avellino, con una delle prime pronunce sul punto, ha riconosciuto la violazione dei fondamentali obblighi informativi e di corretta profilatura, ritenendo i relativi inadempimenti “di non scarsa importanza” e disponendo la restituzione integrale del capitale investito, con riconoscimento di interessi e del maggior danno ex art. 1224 c.c..

Questa importante pronuncia evidenzia quanto sia essenziale che le banche e gli intermediari finanziari rispettino i rigorosi obblighi di trasparenza previsti dalla legge e dai regolamenti Consob, a tutela dei risparmiatori.

Allo stesso tempo, conferma che in presenza di clausole contrattuali viziate o di operazioni non adeguate, è possibile ottenere la risoluzione dei contratti, la restituzione del capitale investito e il risarcimento dei danni subiti. Il nostro Studio si conferma al fianco dei risparmiatori traditi, con un risultato che rappresenta una significativa vittoria in materia di investimenti e nullità di clausole abusive, in un contesto giuridico in cui occorre far valere con forza il diritto alla protezione del patrimonio delle famiglie contro lo strapotere dei grossi gruppi finanziari.

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